E’ una nuova bomba ad orologeria quella che sta per scoppiare a danno dei residenti nella zona di via Paolo Sarpi, la Chinatown milanese. La miccia è stata innescata da uno zelante vigile che (“per fortuna”, diciamo in questo caso…) alcuni giorni fa ha iniziato ad appioppare qualche multa “per esposizione di pass scaduto”…
Al fine di scoraggiare il commercio all’ingrosso cinese, e in virtù del nuovo piano del traffico che prevede la pedonalizzazione dell’area, il Comune di Milano aveva previsto uno speciale ZTL provvisorio per i residenti della zona. Presso tutti i varchi di entrata alla zona sono state collocate telecamere per la lettura delle targhe e per la notifica diretta delle multe ai non aventi diritto.
Ogni infrazione ha un costo di circa 80 euro. Peraltro percorrendo la Via Sarpi si attraversano più varchi con telecamera. In questo caso le infrazioni, a pochi secondi una dall’altra, si sommano.
Il pass per la Zona Sarpi, rilasciato dalla Polizia Municipale, non è altro che un cartoncino bianco che riporta il numero di targa del veicolo autorizzato. E anche una data di scadenza.
Solo che per questo pass, a differenza di quello delle Zone, il rinnovo – hanno scoperto i blogger di www.becittadino.it – non è affatto automatico.
I cittadini erano stati invitati a procurarselo mediante comunicazioni e l’apposizione di fogli A4 ai portoni delle case.
Ebbene, non tutti se ne sono accorti. Ma una volta scaduto il pass mette di fatto fuori-legge il proprietario dell’auto. E “la bomba” non è tanto la multa di euro 38,00 per l’esposizione del pass scaduto, peraltro mai sanzionate dalla P.M…. Almeno, sino a qualche giorno fa, per una manciata di vetture .
Il fatto è che la scadenza cancella la targa dal “cervellone” del Comune. Conseguenza multe a gò-gò per gli ignari residenti. Fatto il conto di un accesso al giorno (attraverso un solo varco) si parla di 2400 euro circa per ogni mese.
Figurarsi poi se uno per recarsi al lavoro percorre interamente via Sarpi. Solo in un tragitto, all’andata, sono cinque i varchi con telecamera da attraversare. E, di conseguenza, cinque multe da 80 euro. Facendo il calcolo su 20 gg lavorativi si arriva ad un totale 8000 euro al mese di multa !!!.
Poi, alla sera torna a casa si entra di nuovo e, magari per cercare parcheggio, si passano diverse volte i varchi….
Il tutto moltiplicato per i mesi in cui si è circolato col pass scaduto. Da ottobre 2009 ad oggi sono 3 mesi. E il conto potrebbe quindi salire sino a 24.000 euro.
Il grottesco di tutto ciò è che la Polizia Municipale medesima, sino al momento in cui è stata da noi interpellata, era (ed è) all’oscuro di tale “bomba”.
Dal Comune nessuna direttiva è arrivata a proposito. Neppure l’idea di inviare una comunicazione che ricorda che il rinnovo non è, come normale, automatico. Tantomeno l’artigianale fogliettino appeso ai portoni.
E quindi ancora oggi, molti cittadini, in totale buona fede, stanno collezionando diverse multe da 80 euro al giorno!
Secondo le nostre stime (ma i vigili a questo punto si cuciono le bocche e ci rimandano a Palazzo Marino) su cento vetture almeno 20/25 circolano con il pass scaduto.
Senza contare quelli che, lampo di genio, sebbena abbiano avuto l’idea di andarlo a rinnovare, lo hanno fatto con alcuni giorni di ritardo rispetto al giorno di emissione….
Il Comando di Via Friuli, malgrado la solidarietà espressa (anch’essi all’oscuro), laconicamente ci dice che non è possibile fare nulla. Ci porge un altro fogliettino A4 fotocopiato per un ricorso multiplo (a gruppi di 18 multe per volta). Al Comune, ovviamente, non si riesce a parlare con nessuno…
Quindi, diciamo che il cittadino che ha il pass “ottobre 2009” e lo andasse ora a rinnovare si potrebbe trovare recapitate, a seconda della frequenza d’uso dell’auto decine se non centinaia di verbali. Inoltre tutto ciò ci tramuta in raccomandate a casa per infrazione, che se – come normale per chi lavora – assente, significano tante gite (e lunghe file) all’ufficio postale di P.le Nigra per i ritiri (diciamo un centinaio, per stare bassi?).
Eppoi i ricorsi, le raccomandate, le code all’ufficio postale….
E dita incrociate sperando nella “clemenza” del Prefetto..


