giovedì 17 febbraio 2011

Milleproroghe. Il Codacons accusa: si aiutano le banche e non i risparmiatori

Pubblicato da Patrizia Frattini


Milleproroghe. Il Codacons accusa: si aiutano le banche e non i risparmiatori

“Il Governo ha deciso di aiutare per l’ennesima volta le banche, invece dei loro tartassati clienti.” questo il commento del Codacons al decreto Milleproroghe approvato ieri al Senato.

Il decreto consente agli istituti bancari di scaricare, attraverso le imposte, le svalutazioni dei crediti. Per il Codacons è uno scandalo. Se, infatti, aiutare il sistema bancario poteva avere una giustificazione allo scoppio della crisi, per evitare reazioni a catena su tutto il sistema economico, ora è un affronto, considerato che le banche, afferma l’Associazione di tutela dei consumatori, si sono già ampiamente rifatte della crisi in corso, tartassando i poveri clienti con nuove gabelle che nel 2011 determineranno un aggravio di spesa pari a 28 euro a famiglia.

Se il Governo voleva aiutare la ripresa dell’economia” continua il Codacons avrebbe dovuto togliere i  balzelli governativi che i clienti pagano e che contribuiscono a rendere le banche italiane le più care d’Europa. Oppure, come da sempre propone il Codacons, immettere liquidità nel sistema, estinguendo i mutui in sofferenza delle famiglie e delle imprese e subentrando nel rapporto, in applicazione del principio della portabilità.

Rispetto alla social card, poi, il Codacons ha sempre evidenziato, fin dalla sua istituzione, che i criteri erano talmente selettivi che non era possibile nemmeno raggiungere la platea promessa e preventivata all’epoca dal Governo di 1 milione e 300.000 persone. Inoltre con la social card si erano aiutati, con l’esigua cifra di 40 euro, meno dell’8% dei 7,8 milioni di individui poveri indicati dall’Istat.

Perché la cosa funzionasse, dunque, sarebbe semplicemente bastato stanziare più soldi e allargare conseguentemente le maglie dei criteri, innalzando la soglia del reddito Isee ed eliminando il criterio dell’età.

Invece il Governo ha annullato la struttura messa in piedi precedentemente, faticosamente andata a regime, che vedeva il coinvolgimento di Inps e Poste Italiane, e ha deciso di ricominciare da zero, coinvolgendo gli enti caritativi (ma solo quelli che operano nei comuni con più di 250.000 abitanti), rendendo necessaria l’emanazione di un nuovo decreto attuativo, l’avvio di una nuova e lunga fase sperimentale, insomma prendendo tempo e costringendo ad un nuovo complicato e lungo iter procedurale.

Alla fine di questa perdita di tempo, durante la quale le famiglie più povere continueranno ad avere difficoltà ad acquistare cibo, gli interessati dal provvedimento saranno, a detta del Governo, gli stessi promessi e non mantenuti di prima, anzi meno: 1 milione e 230.000 invece dei precedenti 1 milione e 300.000. Ma mentre nella precedente edizione il Governo aveva raggiunto meno della metà della platea preventivata, nonostante la social card partisse con una dote di 1.070 milioni di euro, oggi il fondo stanziato è di appena 487 milioni di euro, meno della metà. Impossibile, quindi, raggiungere 1 milione e 230.000 persone, semmai il provvedimento riguarderà un quarto di queste persone.” conclude il Codacons.

Fonte immagine: Bassitassi.com

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