venerdì 16 settembre 2011

Aumento Iva 21%: ecco cosa cambia

Pubblicato da Gloria Soresi


aumento iva

Ecco tutto ciò che il consumatore deve sapere e invece non sa con l’aumento dell’Iva che con il via libera della Camera alla manovra economica passa dal 20 al 21%.

L’aumento dell’Iva dal 20 al 21%, contenuto nella manovra appena approvata – dichiara Pietro Giordano, Segretario Generale Adiconsum – oltre che produrre effetti negativi sui consumi degli italiani, rischia di realizzare effetti perversi sui prezzi dei beni soprattutto di prima necessità (alimentari, abiti, ecc.). Così come avvenne in occasione del passaggio dalla Lira all’ Euro gli arrotondamenti a rialzo dei prezzi operati soprattutto dai commercianti sono un rischio più che concreto.

Rimane inviariata l’iva per i generi alimentari, in quanto godono dell’aliquota IVA agevolata al 4% o al 10%. Scatta invece l’aumento per le bevande gassate, i tartufi, i superalcolici, i vini e gli spumanti.

Attenzione però  agli aumenti ingiustificati! Secondo Adiconsum, bisogna porre maggiore attenzione al settore alimentare e a quello del trasporto merci (forniture di materiali, servizi resi al professionista da terzi), che rischiano arrotondamenti al rialzo ingiusti.

Quali i settori, secondo Adiconsum, dove forte è il rischio arrotondamenti al rialzo o aumenti ingiustificati? Il primo è l’alimentare e poi a seguire i vari componenti della filiera: trasporto merci, forniture di materiali, servizi resi al professionista da terzi.

“L’incremento dei prezzi a seguito dell’innalzamento dell’Iva – commenta Giordano – è un inganno che sfrutta l‘ignoranza del consumatore sul meccanismo dell’IVA. Questa infatti  viene sempre recuperata integralmente e non rappresenta mai un costo per professionisti e commercianti. Una volta incassato il corrispettivo dal consumatore, il venditore dovrà versare allo Stato solamente la differenza fra IVA pagata nelle proprie forniture ed IVA riscossa dal consumatore.

Ma cosa aumenterà e  quali sono i beni e servizi soggetti che saranno soggetti all’incremento dell’Iva? Vediamoli nel dettaglio:

Beni che passeranno al 21% di IVA

  • prodotti per l’igiene personale e della casa
  • casalinghi
  • automobili ed accessori auto
  • abbigliamento, calzature e pelletteria, accessori (inclusi occhiali da sole)
  • bigiotteria, gioielleria e orologi
  • articoli tessili per la casa, tappeti ed arredamenti
  • elettrodomestici, telefonia ed hi-fi
  • CD musicali e video
  • cartoleria e giocattoli
  • articoli sportivi
  • cinema, teatro, concerti e stadio

Servizi che passeranno al 21% di IVA

  • servizi sportivi (palestre, piscine ecc.) e ricreativi (es. parchi giochi, animazione feste )
  • servizi estetici, barbiere/parrucchiere
  • telecomunicazioni (telefonia, Internet) e TV a pagamento
  • liberi professionisti (avvocato, commercialista, notaio)
  • artigiani: autoriparatore, idraulico, elettricista, pittore, ditte di ristrutturazione

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