
65 udienze a partire dal 2009, 2.191 morti per mesotelioma pleurico, 665 malati ed indigenti e ben 6.400 richieste di costituzione di parti civile: giunge al termine il Processo Eternit che condanna in primo grado a 16 anni di carcere gli ex magnati della famigerata fabbrica del cemento-amianto Stephan Schmidheiny e il barone Jean Louis De Cartier De Marchienne.
D’un tratto le grosse, enormi ferite inflitte alla popolazione di Casale Monferrato sono state lenite da una sentenza che per la sua significativa intensità sull’opinione pubblica italiana, europea e internazionale è immediatamente definibile come “storica”: 16 anni ciascuno per lo svizzero Stephan Schmidheiny, anni 65, e per il barone belga Jean Louis De Cartier De Marchienne, anni 91, autori e artefici del disastro Eternit, responsabili di aver avvelenato un intero territorio con le pericolosissime polveri d’amianto, le cui fibre d’asbesto – non visibili all’occhio umano – stanno mietendo da oltre 50 anni più di 1500 vittime di mesoteliosi pleurica nel solo Monferrato Casalese. Con un picco di morti che dovrà culminare attorno al 2015: se l’emergenza amianto non è per nulla risolta dal punto di vista sanitario-biologico, parrebbero tuttavia esserlo gli effetti giuridici di tale sciagura.
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